Curare la presbiopia con l’alimentazione

E’ possibile rallentare la presbiopia?

 

La presbiopia è un difetto di vista che impedisce la visione per vicino e colpisce i soggetti dopo i 40 anni. E’ piuttosto fastidioso nella vita di questo periodo storico a causa della continua necessità delle persone di passare molto tempo su telefoni e computer, disturbando inoltre anche la vecchia guardia affezionata al cucito e al ricamo.

  Nutrizione come prevenzione del calo della vista

E’ chiaro sin dalla Home page di questo sito che noi siamo fondamentalmente convinti degli effetti positivi sulla salute di una regolare assunzione di alimenti sani e di elementi di derivazione botanica che gli uomini da secoli usano per curarsi. La visione dell’oculistica multidisciplinare, che trovate descritta QUI, considera l’organismo nella sua interezza e non vede l’occhio avulso dal resto del corpo (e del resto, non dimentichiamo, noi oculisti siamo medici). Chi ci segue sa bene che molte condizioni patologiche sono prevenibili e migliorabili tramite la correzione dello stile di vita  e una sana alimentazione (QUI). Molti studi in tema dimostrano, del resto, come alcuni elementi naturali di derivazione botanica possano essere rimedi efficaci per migliorare la salute di tutto l’organismo, e anche degli occhi contrastando  gli effetti pro-infiammatori, cancerogeni e pro-ossidanti dell’inquinamento, come riportato dalla letteratura (link alla pagina relativa qui).

Presbiopia e alimentazione

In questo articolo di oggi parleremo di presbiopia e dei modi per rallentarla. La presbiopia è un difetto visivo che insorge dopo i 40 anni per cui si ha difficoltà alla messa a fuoco delle immagini ravvicinate. Questo comporta un calo visivo nelle attività a distanza di 40/60 centimetri, progressivo nel tempo, quali la lettura, il cucire, la visione del PC e dei tablet/telefonini. Il processo è  irreversibile, anche se alcune volte si percepisce miglioramento causato da condizioni particolari quali l’insorgenza di cataratta (ebbene sì, talvolta la cataratta migliora la vista per vicino). Quando l’occhio si concentra su un oggetto distante, il muscolo ciliare è rilassato. Al contrario, quando l’occhio si concentra su un oggetto vicino, i muscoli ciliari si contraggono facendo muovere in avanti il ​​corpo ciliare e rilasciando la tensione sulle zonule situate intorno all’equatore del cristallino. Una riduzione della tensione delle zonule e della contrazione del muscolo ciliare è associata alla presbiopia. I difetti visivi son descritti in questa pagina in modo più approfondito.

Perché a 40 anni cala la vista da vicino
Insorgenza della presbiopia

Una delle domande che più ci viene rivolta nella nostra attività ambulatoriale è perché dopo i 40 anni non si riesce più a vedere nitido da vicino. Questo accade perché la luce prima di arrivare a fuoco sulla retina passa in varie strutture, tra cui il cristallino. Esso, con il passare del tempo, diviene progressivamente più rigido, determinando una difficoltà da parte delle sue strutture di controllo di modificarne la forma, impedendo dunque la messa a fuoco corretta. I cambiamenti sono legati allo stato redox del cristallino, con diminuzione dei livelli di glutatione (GSH) e acido ascorbico. Di ossido riduzione e di come una alterazione di questo meccanismo porti a malattie parliamo in questo altro articolo.

 

Antiossidanti e presbiopia

Abbiamo già scritto abbondantemente sugli effetti positivi degli antiossidanti, come potete leggere qui (aspetti generali di nutrizione e salute degli occhi) e qui (vitamina C e occhi). Ricordiamo soltanto che i Polifenoli sono un gruppo di sostanze molto diffuse in natura tra cui il Té verde bevanda antinfiammatoria su interleukine come Il-1, IL-6, L’uva  con azione antimicrobica e antinfiammatoria per le blefariti e occhio secco, l’Olio di Enotera  utile per i portatori  di lenti a contatto e per chi soffre di  secchezza oculare, probabilmente per interazione con acidi grassi essenziali dei processi infiammatori, il Resveratrolo:  con effetti protettivi cardiovascolari. Inoltre potrebbe aiutare la retinopatia diabetica, le ischemie retiniche e avere azione neuroprotettrice sul glaucoma. Riducendo lo stress ossidativo, potrebbe rallentare la cataratta, la Curcuma, l’Euphrasia, la Propoli e altri che trovate nella sezione dedicata (clicca qui). Gli antiossidanti pare che siano un rimedio utile per il mantenimento di un cristallino efficiente, con effetti che possono arrivare anche alla prevenzione della cataratta come già scritto in questa altra pagina relativamente alla propoli, e qui relativamente alla quercetina.

Esperidina e occhi
Cataratta e presbiopia

Di Esperidina abbiamo parlato in un articolo dedicato ai corpi mobili vitreali (le miodesopsie) che affliggono numerose persone (qui). L’esperidina è un bioflavonoide con azione capillarotropica, vasoprotettiva, ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante. Infatti pare che l’assunzione di esperidina possa aumentare i livelli di glutatione ridotto nel sangue di di acido ascorbico, riequilibrando quindi lo stato REDOX del sangue, avendo anche un azione epigenetica sulla modulazione dei meccanismi della milza del metabolismo del glutatione. Dunque ha numerose proprietà antiinfiammatorie con azione sul rischio cardiovascolare.
E’ stato inoltre visto che l’esperidina ha anche azione di rallentamento della cataratta indotta da selenite, probabilmente inibendo l’indurimento del cristallino.  Abbiamo già discusso su quanto gli antiossidanti siano benefici per la prevenzione in generale delle malattie e la conservazione di un buono stato di salute (qui).

Collirio per presbiopia
Collirio per cataratta

Ma esiste un collirio o delle gocce che curino e rallentino la presbiopia e il calo della vista?
Sono attualmente in corso vari studi per cercare un collirio che rallenti la presbiopia e la perdita della vista per vicino nei quarantenni. Attualmente però la correzione della presbiopia è possibile sono con occhiali e lenti a contatto (le opzioni chirurgiche per la correzione della presbiopia esulano da questo articolo). E’ evidente però che la concentrazione dei farmaci somministrati in collirio non è  adeguata per avere effetti importanti intraoculari sul cristallino.

Correggere la presbiopia con vitamine

L’alimentazione che aiuta la vista

Oligosaccaridi vegetali, flavonoli e polifenoli conferiscono numerosi benefici per gli occhi tra cui azioni antiossidanti e antinfiammatorie come abbiamo già visto (qui). Non potevamo quindi non parlare della esperidina e dei suoi effetti sulla vista. Secondo qualche studio, cataratta e presbiopia sono tra i sintomi legati all’indurimento del cristallino, e i risultati sperimentali vanno nella direzione di confermare che anche l’esperidina assunta per bocca possa rallentare questi fenomeni di invecchiamento strutturale della lente. Infatti l’alfa esperidina riesce ad aumentare il flusso sanguigno del muscolo ciliare e dell’iride, aumentando le risposte parasimpatiche che controllano l’accomodazione. E’ noto inoltre che il  riscaldamento perioculare recupera parzialmente la capacità accomodativa, quindi un aumento di flusso sanguigno locale (fisiologico) può esser benefico.

Alimenti ricchi di esperidina

L’esperidina si trova negli agrumi. IN particolare 44 mg nel succo di 100grammi di  arancia rossa, 26mg in 100 grammi di arancia classica, 18mg nel succco di 100 grammi di  limone.

Cura degli occhi con l’alimentazione

Ovviamente il nostro consiglio è sempre di avere una sana e equilibrata alimentazione, in stile mediterraneo (quella dei nostri nonni), evitando la western diet ricca di grassi polinsaturi e cibi iperglicemizzanti. L’assunzione di frutta e verdura fresche aumenta il benessere psicofisico. Consigliamo la lettura degli articoli relativi le sostanze naturali e la cura degli occhi, con un occhio particolare rivolto al microbiota intestinale e al suo equilibrio, fondamentale per regolare i meccanismi metabolici e immunologici del nostro organismo.

 

Bibliografia

https://www.mdpi.com/2079-6382/8/3/88/htm#B164-antibiotics-08-00088

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2405580820301953?via%3Dihub

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25675136/ 

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32443766/

 

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