Collirio biologico personalizzato per alcune forme di occhio secco grave e patologie della superficie oculare, quando le terapie convenzionali non sono sufficienti.
L’autosiero (o siero collirio autologo) è un collirio preparato a partire dal sangue del paziente, mediante centrifugazione e separazione della componente sierica. Non sostituisce le lacrime artificiali standard, ma viene preso in considerazione in casi selezionati in cui può essere utile un preparato che contenga alcune delle componenti presenti nelle lacrime naturali (proteine, fattori di crescita, vitamine, molecole con possibile effetto protettivo sull’epitelio corneo‑congiuntivale). Il suo impiego è sempre deciso dall’oculista all’interno di un percorso terapeutico complessivo.
Indicazioni selezionate, su valutazione specialistica.
L’autosiero viene generalmente considerato come terapia di secondo livello, quando le terapie convenzionali non sono sufficienti o quando la superficie oculare è particolarmente danneggiata. In ambito clinico può essere preso in considerazione, ad esempio, in queste situazioni:
Il siero autologo presenta caratteristiche fisico‑chimiche e biochimiche più vicine alle lacrime fisiologiche rispetto ai comuni sostituti lacrimali: contiene proteine, fattori di crescita, vitamine e altre componenti che possono sostenere la salute dell’epitelio corneo‑congiuntivale. In quadri selezionati questo può contribuire a favorire la riparazione della superficie oculare e a migliorare la stabilità del film lacrimale. Il preparato è privo di conservanti, riducendo il rischio di tossicità da esposizione cronica a eccipienti. La risposta può variare da persona a persona e la terapia va sempre inquadrata all’interno di un follow‑up specialistico.
Percorso condiviso con i servizi trasfusionali.
L’autosiero viene preparato presso servizi trasfusionali ospedalieri o strutture autorizzate, secondo protocolli definiti e sotto controllo di qualità. In linea generale il percorso prevede:
La corretta gestione domestica del collirio è fondamentale per garantirne sicurezza ed efficacia clinica.
Conservare le fiale o i flaconi in congelatore salvo diverse indicazioni del centro.
Rispettare scrupolosamente la data di scadenza e la durata comunicate.
Dopo lo scongelamento, utilizzare entro il tempo indicato (es. 24h in frigo) e non ricongelare mai il prodotto.
In caso di alterazioni (colore/odore) o sbalzi di corrente prolungati, sospendere immediatamente l’uso.
Smaltire il materiale non più utilizzabile o scaduto secondo le norme del servizio.
L’autosiero si instilla come un normale collirio, seguendo le istruzioni dell’oculista e del centro che lo ha preparato. Posologia (numero di gocce e frequenza giornaliera) e durata del ciclo vengono stabilite in modo personalizzato, in base al quadro clinico e alla risposta alla terapia. È importante lavare accuratamente le mani, evitare che il contagocce tocchi l’occhio o altre superfici, richiudere il flacone dopo l’uso e rispettare i tempi di conservazione dopo lo scongelamento. Il preparato è strettamente personale e non deve essere utilizzato da altre persone. In caso di arrossamento marcato, dolore, secrezioni o peggioramento dei sintomi, è necessario informare tempestivamente il medico.
In alcuni contesti specialistici vengono utilizzate anche preparazioni a base di siero proveniente da donatori idonei. La scelta tra siero autologo e siero da donatore dipende da protocolli locali, condizioni generali del paziente e valutazione dello specialista.
| Caratteristica | Autosiero (autologo) | Siero da donatore (omologo) |
|---|---|---|
| Provenienza | Dal sangue del paziente stesso | Da donatori selezionati |
| Adattabilità biologica | Composizione legata allo stato del paziente | Possibile maggiore standardizzazione tra lotti |
| Necessità di prelievo | Sì, per il paziente che utilizza il collirio | No, per il paziente che riceve il collirio |
| Organizzazione pratica | Dipende dalla disponibilità del servizio e dalla programmazione dei prelievi | Dipende dalla presenza di un servizio dedicato e dalle scorte disponibili |
La decisione tra preparazioni autologhe e da donatore viene sempre presa dallo specialista, in accordo con i protocolli del centro trasfusionale e con le condizioni generali del paziente.
L’autosiero è una terapia locale mirata alla superficie oculare. Nei casi cronici di occhio secco e nelle patologie sistemiche associate, i risultati sono più stabili quando il trattamento viene inserito in un percorso integrato che considera anche fattori generali: qualità del sonno, farmaci, uso di schermi, esposizione ad ambienti secchi, fumo, alimentazione e, quando indicato, eventuali quadri infiammatori o autoimmuni. L’oculistica sistemica propone di inquadrare l’occhio all’interno dell’organismo nel suo complesso (microbiota, metabolismo, stile di vita), affiancando – e non sostituendo – le linee guida ufficiali. Qualsiasi modifica delle terapie in corso va sempre concordata con il proprio oculista e, se necessario, con gli altri specialisti di riferimento.
Per chi desidera approfondire il legame tra superficie oculare, microbiota, nutrizione e stile di vita.