Informazioni a scopo divulgativo su salute oculare, nutrizione e stile di vita come possibile supporto complementare alle cure oftalmologiche standard. Nessun contenuto sostituisce visite, diagnosi o terapie prescritte dal medico.

Autosiero (Siero collirio autologo)

Collirio biologico personalizzato per alcune forme di occhio secco grave e patologie della superficie oculare, quando le terapie convenzionali non sono sufficienti.

Cos’è l’autosiero o siero collirio autologo

L’autosiero (o siero collirio autologo) è un collirio preparato a partire dal sangue del paziente, mediante centrifugazione e separazione della componente sierica. Non sostituisce le lacrime artificiali standard, ma viene preso in considerazione in casi selezionati in cui può essere utile un preparato che contenga alcune delle componenti presenti nelle lacrime naturali (proteine, fattori di crescita, vitamine, molecole con possibile effetto protettivo sull’epitelio corneo‑congiuntivale). Il suo impiego è sempre deciso dall’oculista all’interno di un percorso terapeutico complessivo.

Quando si prende in considerazione

Indicazioni selezionate, su valutazione specialistica.

L’autosiero viene generalmente considerato come terapia di secondo livello, quando le terapie convenzionali non sono sufficienti o quando la superficie oculare è particolarmente danneggiata. In ambito clinico può essere preso in considerazione, ad esempio, in queste situazioni:

1
Occhio secco moderato‑grave refrattario ai sostituti lacrimali e alle altre terapie standard
2
Sindrome di Sjögren e altre forme di deficit lacrimale severo
3
Erosioni corneali ricorrenti
4
Cheratiti neurotrofiche
5
Difetti epiteliali persistenti e alcune ulcere corneali non responsive
6
Complicanze post‑chirurgiche della superficie oculare selezionate
7
Blefarocongiuntiviti croniche con interessamento epiteliale
8
Dislacrimia severa da lenti a contatto in casi selezionati
9
Alcune patologie autoimmuni con coinvolgimento oculare (ad es. GVHD, forme cicatriziali)
Autologous serum

Perché può essere utile

Il siero autologo presenta caratteristiche fisico‑chimiche e biochimiche più vicine alle lacrime fisiologiche rispetto ai comuni sostituti lacrimali: contiene proteine, fattori di crescita, vitamine e altre componenti che possono sostenere la salute dell’epitelio corneo‑congiuntivale. In quadri selezionati questo può contribuire a favorire la riparazione della superficie oculare e a migliorare la stabilità del film lacrimale. Il preparato è privo di conservanti, riducendo il rischio di tossicità da esposizione cronica a eccipienti. La risposta può variare da persona a persona e la terapia va sempre inquadrata all’interno di un follow‑up specialistico.

Preparazione e conservazione

Percorso condiviso con i servizi trasfusionali.

Come viene prodotto

L’autosiero viene preparato presso servizi trasfusionali ospedalieri o strutture autorizzate, secondo protocolli definiti e sotto controllo di qualità. In linea generale il percorso prevede:

1
Prelievo di una quantità di sangue stabilita dal centro trasfusionale, in condizioni di sicurezza analoghe ai comuni esami ematici.
2
Esecuzione degli esami di screening e dei controlli di idoneità previsti.
3
Coagulazione del sangue e centrifugazione per separare la frazione sierica.
4
Eventuale diluizione del siero secondo protocollo e confezionamento sterile in flaconi o fiale monodose.
5
Congelamento del prodotto finito e consegna al paziente solo dopo il completamento dei controlli previsti.

Indicazioni per la conservazione a domicilio

La corretta gestione domestica del collirio è fondamentale per garantirne sicurezza ed efficacia clinica.

Conservare le fiale o i flaconi in congelatore salvo diverse indicazioni del centro.

Rispettare scrupolosamente la data di scadenza e la durata comunicate.

Dopo lo scongelamento, utilizzare entro il tempo indicato (es. 24h in frigo) e non ricongelare mai il prodotto.

In caso di alterazioni (colore/odore) o sbalzi di corrente prolungati, sospendere immediatamente l’uso.

Smaltire il materiale non più utilizzabile o scaduto secondo le norme del servizio.

Modalità di utilizzo

L’autosiero si instilla come un normale collirio, seguendo le istruzioni dell’oculista e del centro che lo ha preparato. Posologia (numero di gocce e frequenza giornaliera) e durata del ciclo vengono stabilite in modo personalizzato, in base al quadro clinico e alla risposta alla terapia. È importante lavare accuratamente le mani, evitare che il contagocce tocchi l’occhio o altre superfici, richiudere il flacone dopo l’uso e rispettare i tempi di conservazione dopo lo scongelamento. Il preparato è strettamente personale e non deve essere utilizzato da altre persone. In caso di arrossamento marcato, dolore, secrezioni o peggioramento dei sintomi, è necessario informare tempestivamente il medico.

Uso del collirio

Autosiero e siero da donatore

In alcuni contesti specialistici vengono utilizzate anche preparazioni a base di siero proveniente da donatori idonei. La scelta tra siero autologo e siero da donatore dipende da protocolli locali, condizioni generali del paziente e valutazione dello specialista.

Caratteristica Autosiero (autologo) Siero da donatore (omologo)
Provenienza Dal sangue del paziente stesso Da donatori selezionati
Adattabilità biologica Composizione legata allo stato del paziente Possibile maggiore standardizzazione tra lotti
Necessità di prelievo Sì, per il paziente che utilizza il collirio No, per il paziente che riceve il collirio
Organizzazione pratica Dipende dalla disponibilità del servizio e dalla programmazione dei prelievi Dipende dalla presenza di un servizio dedicato e dalle scorte disponibili

La decisione tra preparazioni autologhe e da donatore viene sempre presa dallo specialista, in accordo con i protocolli del centro trasfusionale e con le condizioni generali del paziente.

Terapia locale e visione sistemica

L’autosiero è una terapia locale mirata alla superficie oculare. Nei casi cronici di occhio secco e nelle patologie sistemiche associate, i risultati sono più stabili quando il trattamento viene inserito in un percorso integrato che considera anche fattori generali: qualità del sonno, farmaci, uso di schermi, esposizione ad ambienti secchi, fumo, alimentazione e, quando indicato, eventuali quadri infiammatori o autoimmuni. L’oculistica sistemica propone di inquadrare l’occhio all’interno dell’organismo nel suo complesso (microbiota, metabolismo, stile di vita), affiancando – e non sostituendo – le linee guida ufficiali. Qualsiasi modifica delle terapie in corso va sempre concordata con il proprio oculista e, se necessario, con gli altri specialisti di riferimento.

Domande frequenti

No. L’autosiero è riservato a casi selezionati, in genere forme di occhio secco grave o patologie della superficie oculare non controllate con i trattamenti standard. La maggior parte dei quadri lievi o moderati viene gestita efficacemente con altre terapie.

Sì. È sempre necessaria una valutazione oculistica con diagnosi precisa. Solo lo specialista può indicare se l’autosiero è appropriato, avviare il percorso con il centro trasfusionale e definire il piano terapeutico.

In pazienti correttamente selezionati e con preparazione secondo protocollo, la tollerabilità è in genere buona. È comunque importante rispettare le indicazioni di conservazione e utilizzo. In presenza di dolore, arrossamento intenso, secrezione o peggioramento della vista, occorre contattare subito l’oculista.

La durata del ciclo è variabile e viene stabilita dallo specialista in base alla patologia e alla risposta clinica. Spesso si programmano cicli di alcune settimane o mesi, con controlli periodici della superficie oculare.

Sì. L’autosiero viene quasi sempre inserito in un protocollo combinato (sostituti lacrimali, colliri antinfiammatori o immunomodulanti, igiene palpebrale, trattamenti per l’evaporazione aumentata, misure ambientali). Le combinazioni vanno sempre gestite dal medico.

L’eventuale copertura o compartecipazione ai costi dipende dalle norme regionali e dall’organizzazione dei singoli centri. Durante la visita vengono fornite informazioni aggiornate sui percorsi disponibili.
Le informazioni presenti in questa pagina hanno finalità esclusivamente divulgativa e non sostituiscono la visita oculistica, gli esami di laboratorio o le indicazioni personalizzate del medico. I riferimenti all’oculistica sistemica descrivono un modello interpretativo integrativo (occhi, intestino, metabolismo, stile di vita) che affianca – e non sostituisce – le linee guida ufficiali. Qualsiasi decisione su diagnosi e terapie, inclusa l’eventuale prescrizione di autosiero, deve essere presa insieme allo specialista di fiducia.

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