Come integrare nutrizione, gestione dello stress e igiene per coadiuvare le terapie mediche e ridurre le recidive.
Molto spesso i pazienti cercano "rimedi naturali per l'orzaiolo" quando in realtà presentano un calazio. L'orzaiolo è un'infezione batterica acuta (spesso da stafilococco) che richiede terapie antibiotiche. Il calazio, invece, è un lipogranuloma sterile: un rigonfiamento cronico causato dall'ostruzione delle ghiandole di Meibomio e dal ristagno di sebo denso. Le cure mediche tradizionali (impacchi, pomate cortisoniche e, se necessario, la chirurgia) prescritte dall'Oculista sono insostituibili. Tuttavia, per chi soffre di calazi recidivanti, è estremamente utile agire sul "terreno" biologico, esplorando l'impatto dello stress, del microbiota e dell'ambiente.
Oltre all'igiene locale, fattori interni influenzano pesantemente la qualità del nostro film lacrimale.
La scienza dietro i "rimedi della nonna" e il legame con altre patologie.
Le strategie coadiuvanti da affiancare (mai sostituire) alle terapie prescritte dal medico.
Applicare impacchi caldi (non bollenti) per 10 minuti, seguiti da un delicatissimo massaggio palpebrale verso le ciglia per tentare di spremere il secreto ammorbidito.
Un piano alimentare anti-infiammatorio e l'assunzione medica di Omega-3 di alta qualità aiutano a migliorare la reologia (fluidità) del meibum. (Approfondisci l'oculistica naturale).
Abbassare il cortisolo attraverso il riposo, l'igiene del sonno e ritmi di vita adeguati riduce i segnali infiammatori nervosi (infiammazione neurogena) che congestionano l'occhio.
Uso di sostituti lacrimali (lacrime artificiali) per "lavare" via le polveri sottili (PM2.5) e gli allergeni prima che inneschino la reazione infiammatoria.