Visita oculistica completa pedaitraica per bambini
Ambulatori oculistici Faenza Ravenna

In questa pagina i principali aspetti relativi alle visite oculistiche pediatriche. La visita oculistica pediatrica è la visita dedicata ai bambini e viene eseguita con tutti strumenti adeguati e permette di identificare le condizioni patologiche e i deficit refrattivi dei bimbi fin dalla più tenera età.

Quando è necessario portare il bambino a fare la visita oculistica

Normalmente, almeno in zona di Faenza e Ravenna, i pediatri hanno ben chiaro come valutare lo sviluppo visivo nei loro ambulatori e esercitano ottima opera di prevenzione. In caso di sospette patologie importanti (cataratta congenita, anomalie pupillari, lacrimazioni insistenti, infiammazione ricorrente) i bimbi sono inviati nei primi mesi di vita. Normalmente però la prima visita è intorno ai 3 anni, salvo familiarità per qualche malattia oculare importante o evidenze di difficoltà visive (piuttosto difficili da identificare spesso senza visite oculistiche). Se dunque non ci sono evidenze particolari, familiarità importanti per patologie oculari, complicanze durante o dopo il parto e il bimbo gode di buona salute sarebbe buona norma  un controllo generale oculistico fra i 3 e i 4 anni, previo consulto del proprio pediatra di base, che fornirà indicazioni in merito.
Altra età in cui eseguire il controllo è intorno ai 4,5 anni. Queste età sono quelle più indicate durante lo sviluppo e questi controlli oculistici pediatrici servono per prevenire l’ambliopia, che va trattata entro i 6 anni adeguatamente (di ambliopia se ne parla nella pagina dedicata).

Dopo i 6 anni normalmente la collaborazione e lo sviluppo psicomotorio permettono visite quasi uguali a quelle degli adulti, per cui ci si basa su controlli periodici e al bisogno a seconda dello stato di salute del bimbo e dei suoi occhi.

Motivo della visita oculistica nei bambini

Inizialmente si inizia con una chiacchierata con la persona che accompagna il bimbo. In questo modo si cerca di capire il motivo principale della visita. A volte possono essere normali controlli di crescita, altre volte ci sono sintomi da indagare attentamente (es ammiccamento, occhi rossi, infiammazioni palpebrali, blefariti, allergie…). Mentre si fa ciò si interagisce anche con il bambino con molta serenità, iniziando l’osservazione di come il bimbo si comporta e delle sue caratteristiche somatiche, posturali e comportamentali, che darà al medico importanti indicazioni (per es. presenza di eventuale strabismo, movimenti del capo anomali, fenomeni irritativi cutanei e altro).

Come si svolge la visita oculistica nei bambini

I bambini talvolta sono impauriti, quindi è bene acquisire la loro fiducia rapidamente. Ci sono varie tecniche, affinate dall’esperienza, che variano da zona a zona e da medico a medico. La base di tutto è un ambiente piacevole, accogliente, e il personale dovrebbe essere sempre sorridente e allegro.
Noi spesso, in caso di bimbi piccoli, facciamo sedere il bimbo sulle gambe del genitore, perché i bimbi si sentono  rassicurati dalla vicinanza del genitore, agevolando il tutto. Chiediamo però all’adulto di tacere e non intervenire mentre si visita il bimbo. Le risposte anche non verbali del bimbo alle analisi che facciamo, infatti, ci danno molte indicazioni. Per fare un esempio, un bimbo piccolo che non vede bene, spesso ruota l’occhio inavvertitamente e il capo, non dicendo “non vedo” (per vari motivi che qui non elenchiamo), per cui il genitore non deve intervenire inibendolo, permettendo all’oculista di valutare le reazioni spontanee; bloccarle o modificarle limita gli aspetti da valutare da parte dell’oculista.

Fasi della visita oculistica pediatrica

Normalmente  mostriamo per prima cosa al bimbo alcune tavole con dei disegni colorati (test dei colori). In questo modo il bimbo si rilassa poiché vede disegni che sono familiari (pesce, trenino eccetera).

Come secondo step valutiamo il senso stereoscopico, cioè la capacità di vedere il 3d, che richiede collaborazione e sviluppo adeguato dei due occhi. Anche in questo caso la visione di  stelline, pesciolini e altre figurine mette a proprio agio il bimbo.

In seguito si procede alla valutazione della vista. Si cerca intanto di eseguire una misura strumentale indicativa per poi procedere all’analisi visiva. Ci sono varie possibilità di proiezione di immagini sempre più piccole che il bambino dovrà osservare.  La nostra preferenza va alle E di Albini, ma disponiamo di numeri e figurine infantili. Le E di Albini sono delle E girate nelle varie direzioni. Dai 2,5 anni/3 a seconda dello sviluppo psicomotorio e della collaborazione è possibile avere discrete informazioni su quanto vede il bimbo. Ci sono anche tecniche oggettive di valutazione dei difetti visivi, come la schiascopia, l’autorefrattometria e altri strumenti pediatrici.
Come ricordato qui, a volte un occhio o entrambi possono avere difetti di cui non ci si accorge (ambliopia), per cui la capacità visiva potrà essere limitata. E’ bene quindi eventualmente intervenire con strumenti correttivi, occhiali, lenti a contatto o riabilitazione visiva entro i 6 anni. Talvolta può essere necessaria a completamento la visita ortottica che valuta la motilità oculare e altri aspetti inerenti.

 

Gocce midriatiche nei bambini per dilatare la pupilla e esame in cicloplegia

In genere la visita oculistica richiede la somministrazione di gocce midriatiche e cicloplegiche. Queste servono per dilatare la pupilla e permettere una adeguata esplorazione del fondo oculare. Inoltre mettono a riposo un muscolo che si chiama accomodativo che permette lo spostamento della messa a fuoco,  spesso nei bimbi è fortemente contratto. A motivo di ciò, dunque, per slatentizzare difetti visivi nascosti, è d’uopo eseguire una analisi refrattiva dopo questa somministrazione.
A volte capita che bimbi che paiono veder bene in realtà soffrano di spasmi non percepiti, che porteranno nel tempo a astenopia, affaticamento visivo, cali di concentrazione, difficoltà di lettura e scrittura a scuola. In sintesi questo esame con il muscolo reso deficitario nell’azione dalle gocce cicloplegiche è necessario per valutare la completezza dello stato refrattivo del bimbo.

 Diagnosi di patologie oculistiche nei bimbi

La visita oculistica ovviamente termina con la formulazione di una diagnosi (o di un sospetto diagnostico, in caso potrebbero essere necessari ulteriori esami strumentali), la proposta di una terapia, e suggerimenti per un corretto stile di vita atto alla protezione degli occhi e la prevenzione delle patologie. Se necessaria viene rilasciata ovviamente la prescrizione occhiali, con le spiegazioni per il loro corretto uso. Sono anche date indicazioni sulle lenti a contatto o i trattamenti correttivi i difetti di vista. Tutto questo viene certamente adeguatamente descritto al genitore, con il quale si definiscono le linee strategiche. La collaborazione dei genitori in alcuni casi, per esempio trattamenti antiambliopici o l’uso di lenti a contatto, è essenziale per un buon risultato finale del percorso intrapreso.

Medici oculisti, non solo oculisti

Dobbiamo purtroppo sottolineare, vista la confusione tra ottico, optometrista, ortottista e oculista, che gli oculisti sono medici e la loro formazione guarda alla visione di insieme della persona e agli aspetti medici, non solo refrattivi. Tutto questo è maggiormente importante nei bimbi. A motivo di ciò la nostra valutazione comprende tutte le condizioni patologiche e i fattori di rischio generali di ogni paziente, per cui a volte si prescrivono ulteriori approfondimenti inerenti altre specialità, tramite  referto in cui si chiede la collaborazione del medico curante. L’ottico invece ha una parte fondamentale nella costruzione tecnica dell’occhiale o di eventuali lenti a contatto.

Cosa permette di capire la visita oculistica pediatrica

Nelle strutture in cui lavoriamo a Faenza e Ravenna, sono seguite tutte le patologie.  Ne riportiamo alcune (cliccare sulla patologia di interesse per aprire la pagina relativa):

Valutazioni multidisciplinari e sistemiche oculistiche
gli oculisti come medici

Inoltre in sede di visita oculistica si valutano anche le condizioni sistemiche che portano a patologie oculari, come disbiosi intestinali e alterazioni del microbiota (causa di blefariti, blefarocongiuntiviti), malattie dermatologiche e allergie (associate a congiuntiviti ricorrenti papillari e follicolari e blefariti). Questa valutazione, ovviamente, si basa sulla consulenza di altri medici e  sulla collaborazione multidisciplinare, grazie alla presenza negli ospedali sedi degli ambulatori di colleghi con cui, negli anni, si è instaurato un rapporto di fiducia al fine di potere valutare il paziente nella sua totalità.
Approfondimenti sulla valutazione multidiscilpinare: QUI.


Alimentazione e salute degli occhi

Siamo profondamente convinti che la salute dell’organismo in toto, e, di conseguenza, anche la salute degli occhi, sia fondamentalmente influenzata dalla alimentazione. Quersto è vero in particolar modo nei bambini. Educarli a una corretta e sana alimentazione avrà effetto preventivo nei confronti di patologie e malattie infiammatorie anche oculari che potranno manifestarsi nel tempo, tanto più negli allergici o in caso di familiarità.
Sempre maggiori evidenze si hanno in direzione che squilibri alimentari portino a malattie croniche con il passare degli anni. Trovate tutto nella sezione alimentazione e microbiota di questo sito cliccando qui.

Tutte le informazioni contattando le segreterie delle varie strutture che ospitano gli ambulatori oculistici di faenza e ravenna (clicca sul nome):

Dott. Alberto Lanfernini Faenza Ravenna
Dott.sa Annalisa Moscariello Ravenna Faenza.

Le prestazioni possono essere eseguite anche in regime di convenzione con il SSN, con regolare appuntamento tramite CUP. Le strutture inoltre hanno convenzioni con le principali assicurazioni e fondi integrativi sanitari (clicca) come Unisalute, Fasdac, Campa, Sanità amica, Fasi…. e con vari enti del territorio (es. banche, Conad card).

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