Occhio secco e occhio rosso dopo intervento di cataratta

Occhio rosso e secco dopo intervento di cataratta. E’ normale avere qualche disturbo dopo l’operazione, specialmente nelle prime settimane. 

Disturbi dopo intervento di cataratta

Una delle principali patologie che l’oculista riscontra durante la sua attività è la cataratta. Abbiamo parlato in altre sezioni del sito di cos’è la cataratta e di come si esegue l’intervento, dei comportamenti da tenere prima e dopo l’intervento di cataratta.

Nonostante quello che si pensi, infatti, la cataratta è intervento raffinato e complicato per cui, dopo l’operazione possono persistere fastidi e disturbi, derivati dal fatto che l’occhio resta infiammato a seguito del trauma chirurgico. Vogliamo con questo articolo fare chiarezza sui disturbi che compaiono dopo intervento di cataratta tra cui, principalmente, troviamo:

  • come rossore,
  • dolore,
  • senso di sabbia,
  • abbagliamento,
  • fastidio neuropatico,
  • gonfiore,
  • senso di corpo estraneo,
  • e fastidi vari post chirurgia.

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Il dolore  e la congiuntivite dopo l’intervento di cataratta

L’occhio è notoriamente molto delicato e successivamente a interventi chirurgici non sono infatti così rari disturbi infiammatori. Di infiammazione in termini generali abbiamo parlato in questo articolo (link),  al quale rimandiamo per avere un quadro generale delle cause e delle terapie utili per ridurre la sintomatologia. Per qualche settimana, e a volte qualche mese, i pazienti operati di cataratta accusare disturbi di varia entità, che vanno attentamente valutati e curati dall’oculista di riferimento.

Cause di dolore e occhio rosso dopo intervento di cataratta

Ecco i possibili fattori che causano dolore e occhio rosso dopo un intervento di cataratta:

Dolore e occhio rosso dopo l’intervento di cataratta:

  1. Infiammazione normale post-operatoria:
    • Processo di guarigione: L’intervento chirurgico può causare un’infiammazione temporanea dell’occhio, che può manifestarsi come occhio rosso e dolore lieve o moderato.
    • Durata: Di solito, l’infiammazione diminuisce nel corso dei giorni o delle settimane successive all’intervento.
  2. Aumento della pressione oculare:
    • Ipertensione oculare: L’aumento temporaneo della pressione all’interno dell’occhio può causare dolore e occhio rosso.
    • Durata: Di solito si risolve spontaneamente nel corso dei giorni successivi all’intervento.
  3. Edema corneale:
    • Accumulo di liquido nella cornea: Può causare dolore oculare, visione offuscata e occhio rosso.
    • Durata: Di solito si risolve nel corso dei giorni o delle settimane successive all’intervento.
  4. Infezione:
    • Infezione post-operatoria: Rara ma grave complicanza che può causare dolore acuto, occhio molto rosso, sensibilità alla luce, diminuzione della visione e secrezione purulenta.
    • Richiede trattamento immediato per prevenire danni permanenti.

È fondamentale consultare immediatamente il proprio oftalmologo se si sperimentano dolore e occhio rosso dopo un intervento di cataratta per una valutazione accurata e il trattamento appropriato.

Principalmente però dopp l’intervento di cataratta il rossore è causato da una congiuntivite reattiva che causa anche occhio secco. Parliamo dunque di questo disturbo che può permanere per molti mesi.

Congiuntivite dopo intervento di  cataratta

La congiuntivite è una qualsiasi infiammazione della congiuntiva, la membrana che ricopre l’occhio (se ne parla diffusamente in questo articolo – link). Dopo intervento di cataratta ci possono essere infiammazioni congiuntivali che portano a vari sintomi tra i quali

  • dolore,
  • rossore,
  • bruciore,
  • senso di corpo estraneo,
  • pesantezza locale e altri.

I disturbi di occhio secco, congiuntivite e dolore dopo intervento di cataratta sono piuttosto frequenti, durano qualche mese, e a volte richiedono cure specifiche.

L’occhio secco, ripetiamo, è una frequente condizione patologica che ha la sua base in una dislacrimia, cioè in una alterazione della lacrimazione in termini di quantità e qualità, dovuta a varie cause.

Dopo aver parlato nei precedenti articolo delle cause e dell’inquadramento generale, della correlazione con osteoporosi (qui), con malattie autoimmuni (qui), vediamo ora un’altra causa molto frequente di occhio secco, cioè il dolore dell’occhio secco post operatorio, spesso associato a occhio rosso.

Il dolore da occhio secco, inquadrabile come sofferenza neuropatica  è stato trattato in una sezione a parte, a cui rimandiamo (link qui).

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Cataratta e infiammazione occhio
occhio rosso e occhio secco dopo intervento di cataratta

Il rossore oculare fa parte dei sintomi, ricordando sempre il rubor, dolor, tumor, calor come elementi di ogni infiammazione dell’organismo. La lesione chirurgica dei nervi in tutti gli interventi, non solo oculari, può portare quindi a un dolore post chirurgico persistente. Esso dovrebbe guarire entro sei mesi, ma può essere più persistente, dipendendo infatti anche da vari fattori preesistenti. Può essere associato o meno a occhio rosso.

È bene specificare che la causa del dolore non è una procedura errata da parte del chirurgo, e che il dolore è una conseguenza naturale dell’intervento. La lesione del nervo è conseguenza inevitabile del taglio che si effettua per entrare nell’occhio al fine di asportare il cristallino e inserire la lente nuova. Tutto questo porta a una rottura della omeostasi lacrimale con innesco di processi infiammatori. Inoltre possono essere danneggiati anche le cellule dell’epitelio corneale e dell’epitelio congiuntivale e i caliciformi.

Perché dopo l’intervento di cataratta l’occhio fa male ed è rosso

Di seguito riportiamo la fisiopatologia del dolore dopo un intervento di cataratta:

  1. Infiammazione post-operatoria: Dopo l’intervento di cataratta, si verifica una risposta infiammatoria nell’occhio. L’infiammazione è causata dalla lesione dei tessuti oculari durante l’intervento chirurgico e dall’introduzione di strumenti chirurgici e liquidi nell’occhio. Questa infiammazione attiva il sistema immunitario e provoca la produzione di mediatori infiammatori, come prostaglandine, citochine e interleuchine. Questi mediatori infiammatori provocano la dilatazione dei vasi sanguigni (vasodilatazione) nell’occhio, aumentando l’afflusso di sangue e provocando l’arrossamento dell’occhio. Inoltre, stimolano i nervi dell’occhio, causando dolore.
  2. Edema corneale: L’infiammazione post-operatoria può anche causare un aumento della permeabilità dei vasi sanguigni nella cornea. Ciò può portare all’accumulo di liquido nella cornea, chiamato edema corneale. L’edema corneale può provocare una deformazione delle cellule corneali e una distorsione delle fibre nervose, causando dolore.
  3. Aumento della sensibilità nervosa: L’infiammazione e l’edema corneale possono aumentare la sensibilità dei nervi dell’occhio. Ciò significa che anche stimoli normalmente non dolorosi possono essere percepiti come dolorosi. Ad esempio, la luce intensa può essere percepita come fastidiosa e dolorosa.
  4. Compromissione del drenaggio dell’umore acqueo: Durante l’intervento di cataratta, può verificarsi un temporaneo blocco o alterazione del sistema di drenaggio dell’umore acqueo, il fluido che riempie la camera anteriore dell’occhio. Ciò può portare a un aumento della pressione all’interno dell’occhio, nota come ipertensione oculare. L’ipertensione oculare può causare dolore.

Per ridurre il rischio di dolore post operatorio ovviamente è necessario che il chirurgo proceda con molta attenzione ed eviti traumatismi inutili dei tessuti. Questo normalmente accade, dal momento che nessuno ha interesse ad eseguire un intervento non perfetto. È ovvio che per alcune cataratte piuttosto difficoltose, con quadri chirurgici complicati, questo non è sempre possibile.  Inoltre è necessario intervenire sui fattori che possono provocare infiammazione.

Ribadiamo ancora che il traumatismo dei tessuti è comunque una conseguenza inevitabile, e che avere dolore non significa assolutamente che l’intervento non sia andato bene né che il chirurgo abbia compiuto manovre inopportune. La chirurgia della cataratta è molto raffinata e i chirurghi che la eseguono normalmente sono molto esperti, i risultati sono costanti e di alto livello. Non è dal dolore post operatorio che si giudica l’intervento. Dobbiamo infine considerare che la luce del microscopio usato in sede di intervento può temporaneamente lesiva.

Chi ha letto gli articoli di questo sito saprà come lo stile di vita corretto, unitamente alla dieta adeguata antiinfiammatoria (link), ha una grande efficacia antinfiammatoria e immuno-modulatoria. Per cui come regola generale bisognerebbe correggere lo stile di vita a fini preventivi di qualsiasi condizione patologica. Inoltre sarebbe inutile sospendere il fumo (che con gli occhi non va proprio d’accordo, ne parliamo qui: link) , almeno qualche mese prima, eliminare i disturbi del sonno, e di curare tutte quelle condizioni della superficie anteriore infiammatorie.

Ecco alcuni comportamenti da seguire prima dell’intervento di cataratta per ridurre l’infiammazione post-operatoria:

  1. Seguire le istruzioni del medico: È importante seguire attentamente le istruzioni del medico prima dell’intervento. Questo può includere indicazioni specifiche sulla dieta, sull’assunzione di farmaci e sulla gestione di condizioni mediche preesistenti.
  2. Smettere di fumare: Il fumo di sigaretta può aumentare il rischio di complicanze post-operatorie, incluso un’infiammazione maggiore. Si consiglia di smettere di fumare almeno due settimane prima dell’intervento di cataratta.
  3. Informare il medico su altri farmaci e integratori: È fondamentale informare il medico su tutti i farmaci, inclusi quelli da banco, e gli integratori che si stanno assumendo. Alcuni farmaci e integratori possono influenzare la risposta infiammatoria dell’organismo e potrebbero richiedere una regolazione prima dell’intervento.
  4. Mantenere uno stile di vita sano: Una buona alimentazione, un’adeguata idratazione e uno stile di vita sano possono contribuire a una migliore risposta del corpo all’intervento chirurgico e alla riduzione dell’infiammazione post-operatoria. Si consiglia di seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cibi nutrienti, bere a sufficienza e fare attività fisica moderata.
  5. Anche il sonno può avere un impatto sull’infiammazione post-operatoria.

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Curare la superficie oculare prima dell’intervento
congiuntivite cronica e operazione di cataratta
Meibomian gland disease occhio secco e cataratta

La preparazione della superficie oculare prima dell’intervento sarebbe auspicabile, nel caso di presenza di condizioni patologiche.

In particolare bisogna ridurre l’infiammazione dovuta  a occhio secco, congiuntivite cronica, allergie, tramite trattamenti farmacologici adeguati e dieta corretta (di dieta e infiammazione ne parliamo qui: link). La terapia preoperatoria comunque è impostata dal chirurgo negli ultimi giorni secondo schemi che ritiene opportuni al fine di minimizzare il rischio di complicanze. Sarebbe bene usare sempre colliri senza conservanti, quando possibile. La maggior parte dei soggetti che lamentano dolore dopo la cataratta hanno una alterazione dei parametri lacrimale prima dell’intervento, anche se asintomatica, per cui si esacerba un latente quadro infiammatorio pre-esistente, a volte difficilmente inquadrabile prima dell’intervento.

Spesso è presente una malattia delle ghiandole di Mebomio (Meibomian Gland Disease, ne parliamo in questa pagina – link) che andrebbe trattata. C’è, del resto, poca letteratura sull’uso di lubrificanti oculari applicati prima dell’intervento di cataratta e la loro efficacia, quindi l’uso di lacrime artificiali pare attualmente controverso.

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Analisi microbiota oculare nei disturbi post cataratta

Ad oggi è possibile, con un semplice tampone, analizzare il microbiota oculare per valutare la sua composizione e capire se una sua alterazione è presente in caso di disturbi post intervento di cataratta associata a sofferenza della superficie oculare e neuropatia delle piccole fibre. Seguite questo link per avere maggiori informazioni (link).

Ci sono diverse ricerche che suggeriscono una correlazione tra i disturbi post-intervento di cataratta e il microbioma oculare, ma la relazione esatta non è ancora chiara e ulteriori studi sono necessari per comprenderla meglio.

Ad oggi esistono esami per la valutazione della disbiosi oculare che potrebbe essere concausa di disturbi nel post-cataratta.

Dolore e disturbi post cataratta terapia
Come rimediare al dolore dopo intervento di cataratta
CIclosporina e autosiero

Per ripristinare un buon comfort dopo l’intervento di cataratta ed eliminare il dolore, si possono usare numerosi presidi farmacologici in collirio, molti dei quali sono descritti nel capitolo delle congiuntiviti a cui rimandiamo (link). Ricordiamo soltanto cortisonici, antinfiammatori non steroidei, lacrime artificiali.

Nei casi più resistenti si può ricorrere alla ciclosporina, anche a bassi dosaggi, e all’autosiero, che trovate descritte nelle pagine relative (cliccare sul nome per aprirle).

Inoltre tutti quei rimedi che possono essere utili nella secchezza oculare, quindi l’integrazione di elementi naturali antiossidanti, di omega-3, e gli antiinfiammatori può essere utile.  Rimandiamo dunque a quanto abbiamo scritto in questa pagina riferendoci a un lavoro che valuta questi aspetti di alimentazione e alla dieta nell’occhio secco (clicca qui).

Utilissima pare essere anche la vitamina B, che ha proprietà rigenerative sui nervi e antidolorifiche, e probabilmente la PEA (Palmitoiletanolammide). Potrebbe essere utile anche un collirio a base di lattoferrina, una glicoproteina presente nel film lacrimale che ha un’azione antinfiammatoria e antimicrobica.

Le lenti a contatto e il bendaggio, spesso utilizzati in oculistica per la gestione dei difetti epiteliali persistenti della cornea, non vengono spesso utilizzate dopo interventi a causa della possibilità di infezione microbica post operatoria.

Ci sono anche rimedi naturali per le infiammazioni oculari, che danno buoni risultati (qui).

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Dieta per infiammazione oculare dopo cataratta

Ci sono alimenti che hanno proprietà antiinfiammatorie a antiossidanti. Questi alimenti sono molto utili in caso di disturbi dopo intervento di cataratta.

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Colliri per occhio rosso dopo cataratta

Come detto la valutazione deve essere di competenza dell’oculista che ha eseguito l’intervento o della sua equipe.
In questa pagina abbiamo comunque riportato alcuni colliri che, dopo consulto specialistico, possono essere utili lenitivi dei disturbi post cataratta.

Quanto durano occhio rosso e occhio secco dopo intervento di cataratta

Il risultato delle cure ovviamente non è immediato, dal momento che ci vuole qualche settimana (a volte mesi) per ripristinare una lacrimazione adeguata che possa lubrificare l’occhio eliminando i disturbi. Sicuramente bisogna seguire scrupolosamente tutte le terapie che l’oculista prescrive, e correggere lo stile di vita in senso antinfiammatorio, curando anche l’alimentazione.

Nei casi più resistenti bisognerà consultare il reumatologo, ed eventualmente procedere ad indagini di secondo livello. L’inquadramento quindi di questa situazione cronica persistente diventa quindi simile a quella dell’occhio secco, a cui rimandiamo per gli approfondimenti (link qui).

Tutte le malattie oculari richiedono una diagnosi medica e una cura farmacologica. Esistono alcuni rimedi naturali, ma il tutto va sempre valutato dal medico specialista in oculistica. Il rischio è che si abbiano danni irreparabili alla vista se la patologia non è curata a dovere. Evitare l’auto-somministrazione di qualsiasi terapia senza consulto specialistico oculistico.

Cura deli disturbi dopo intervento di cataratta: la ciclosporina collirio

La ciclosporina, di cui parliamo abbondantemente in altri paragrafi, è un’arma importante nella gestione del dolore post operatorio di occhio secco. L’infiammazione è una componente chiave nella fisiopatologia dell’occhio secco.

La ciclosporina, un peptide originato da funghi, ha effetti immunosoppressivi inibendo l’attivazione dei linfociti T e le conseguenti sequele proinfiammatorie a valle. I colliri a base di ciclosporina si sono dimostrati efficaci nella gestione dell’occhio secco. Si possono usare anche dosaggi minimi (0,05% due volte al giorno, ma è variabile la percentuale). E’ un collirio che in Italia non si trova in commercio, ed è quindi necessario che sia preparato da farmacie abilitate.

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Autosiero collirio siero autologo/eterologo in occhio secco
dopo intervento di cataratta

Di fondamentale importanza risulta, invece, essere l’autosiero, collirio detto anche siero autologo, per l’occhio secco. È un collirio che viene ottenuto dal proprio sangue (o da donatore) mediante lavorazione ed estrazione del siero, che contiene numerose sostanze nutritive nei confronti delle strutture anteriori della superficie oculare. Può essere considerata un’arma nella battaglia del dolore post intervento di cataratta.

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correzione dietetica  nell’occhio secco

L’alimentazione ovviamente spesso entra in tutte le malattie dell’organismo, comprese quelle oculari e l’occhio secco. Sapete bene quanto noi insistiamo su questo punto, tanto che tutto il sito è incentrato sul discorso alimentazione preventiva anche per le malattie oculari (qui). Trovate gli articoli che approfondiscono questo aspetto inquesta pagina.

Non è infatti da sottolineare l’infiammazione di basso grado indotta da squilibri alimentari e del microbiota intestinale insieme al microbiota oculare.

Inoltre si è dimostrato che alcune sostanze alterano, positivamente, il profilo metabolomico (un nuovissimo campo di ricerca molecolare) nei pazienti con occhio secco e blefariti (link). Le integrazioni alimentari devono essere quindi prese in seria considerazione.

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Probiotici prebiotici e occhio secco

Anche di questo tema abbiamo scritto una pagina intera, alla quale rimandiamo (click qui). Pare infatti che i probiotici e i prebiotici siano aiuto importante nella terapia di sostegno dell’occhio secco. Ovviamente questo è strettamente legato al discorso di quanto il microbiota intestinale possa influenzare il livello generale infiammatorio dell’organismo, come spiegato, ad esempio, in questa pagina che parla della diversità delle popolazioni del microbiota intestinale nei pazienti con occhio secco (qui).  

Tutte le malattie oculari richiedono una diagnosi medica e una cura farmacologica. Esistono alcuni rimedi naturali, ma il tutto va sempre valutato dal medico specialista in oculistica. Il rischio è che si abbiano danni irreparabili alla vista se la patologia non è curata a dovere. Evitare l’auto-somministrazione di qualsiasi terapia senza consulto specialistico oculistico.

Vitamine in occhio secco

Inoltre le vitamine possono essere piuttosto utili nel sostegno dei pazienti con occhio secco. È dimostrato infatti che la vitamina B possa modulare il dolore neuropatico dei pazienti sofferenti di occhio secco, mentre la vitamina D migliora l’efficacia delle terapie topiche.

Cure naturali per occhio secco

Numerosi studi dimostrano che le malattie oculari trarrebbero beneficio dall’assunzione anche di elementi naturali; per questo abbiamo deciso di scrivere numerosi articoli in materia che trovate in:

 

Si possono comunque liberamente provare colliri a base di Camomilla, Euhprasia, Perilla e altre piante medicamentose. Anche il Ginseng pare aver un qualche effetto antinifiammatorio (come scritto in queste pagine), associati ai polifenoli (té verde, uva, glicerolo monolaurato e altri) possono essere utili, come del resto per la secchezza oculare. Da non sottovalutare la PEA, Palmitoiletanolamide, per gli effetti anti dolore neuropatico utile anche nei disturbi dopo l’intervento di cataratta. 

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I risultati delle terapie per occhio secco in generale, compreso quello post operazione di cataratta, purtroppo, spesso non sono immediati, ma richiedono tempo. Il più delle volte, però, si arriva a un miglioramento soggettivo-clinico di tutto rispetto, che garantisce al paziente una qualità di vita insperata.

La guarigione è dipendente da molti fattori, quali il tempo di insorgenza e di intervento, la risposta personale alle terapie, lo stile di vita e la presenza di malattie curabili o meno, come le autoimmuni.

 

Ecco alcuni fattori che possono influenzare la guarigione dei disturbi infiammatori dopo un intervento di cataratta:

  1. Salute generale: La salute generale del paziente può influenzare la guarigione dopo l’intervento di cataratta. Pazienti con condizioni mediche preesistenti come diabete, malattie autoimmuni o malattie vascolari possono avere una guarigione più lenta o possono essere più suscettibili a complicanze infiammatorie. Un buono stato di salute generale può favorire una guarigione più rapida e un recupero senza complicazioni.

  2. Età: L’età del paziente può influenzare la risposta infiammatoria e la guarigione dopo l’intervento di cataratta. Nei pazienti più anziani, il processo di guarigione può richiedere più tempo rispetto ai pazienti più giovani. È importante seguire le indicazioni del medico e partecipare alle visite di controllo programmate per monitorare la guarigione.

  3. Tecnica chirurgica: La tecnica chirurgica utilizzata durante l’intervento di cataratta può influenzare la risposta infiammatoria e la guarigione. Le tecniche chirurgiche moderne, come la facoemulsificazione, sono state sviluppate per ridurre al minimo il trauma al tessuto oculare e favorire una guarigione più rapida. Tuttavia, è importante seguire le istruzioni post-operatorie fornite dal medico per ottimizzare la guarigione.

  4. Terapia farmacologica: L’uso di farmaci topici e sistemici può influenzare la risposta infiammatoria e la guarigione dopo l’intervento di cataratta. I farmaci anti-infiammatori, come colliri a base di corticosteroidi o farmaci non steroidei anti-infiammatori (FANS), possono essere prescritti per ridurre l’infiammazione post-operatoria. È importante seguire attentamente le indicazioni del medico riguardo all’uso dei farmaci prescritti.

  5. Conformità del paziente: La conformità del paziente alle istruzioni post-operatorie è essenziale per una guarigione ottimale. Ciò include l’uso corretto dei farmaci prescritti, la gestione dell’igiene oculare, l’evitare sforzi eccessivi o attività fisiche intense e partecipare alle visite di controllo programmate. La conformità del paziente può influenzare positivamente la guarigione e ridurre il rischio di complicanze infiammatorie.

  6. Complicanze intraoperatorie: Durante l’intervento di cataratta, possono verificarsi complicanze intraoperatorie come lesioni corneali, rottura della capsula posteriore o perdita di frammenti del cristallino. Queste complicanze possono aumentare l’infiammazione post-operatoria e influenzare la guarigione. La gestione tempestiva e adeguata di tali complicanze da parte del chirurgo può essere fondamentale per minimizzare l’infiammazione e promuovere una guarigione ottimale.

  7. Risposta individuale al trauma chirurgico: La risposta individuale al trauma chirurgico può variare da persona a persona. Alcuni pazienti possono avere una risposta infiammatoria più intensa, mentre altri possono guarire più rapidamente. È importante tenere conto delle differenze individuali nella risposta infiammatoria e seguire le istruzioni del medico per la gestione della guarigione.

  8. Complicanze post-operatorie: Alcune complicanze post-operatorie, come infezioni oculari o edema persistente, possono influenzare la guarigione e l’infiammazione dopo un intervento di cataratta. È fondamentale monitorare attentamente la guarigione e segnalare qualsiasi sintomo anomalo o complicanza al proprio medico oculista per una valutazione e un trattamento tempestivi.

  9. Alimentazione sana: Una dieta equilibrata e ricca di nutrienti può favorire la guarigione dopo l’intervento di cataratta. Assicurati di includere cibi ricchi di antiossidanti, come frutta e verdura colorata, che possono aiutare a ridurre l’infiammazione nel corpo. Evita cibi processati, ricchi di zuccheri e grassi saturi, che possono avere un effetto infiammatorio.

  10. Attività fisica moderata: L’esercizio regolare e moderato può promuovere la circolazione sanguigna e il flusso linfatico, che sono importanti per una guarigione ottimale. Consulta il tuo medico per determinare l’attività fisica appropriata per te, tenendo conto delle tue condizioni individuali e dell’intervento chirurgico.

  11. Gestione dello stress: Lo stress può influenzare la risposta infiammatoria del corpo e la guarigione. Pratiche di gestione dello stress, come la meditazione, lo yoga, la respirazione profonda o le tecniche di rilassamento, possono aiutare a ridurre lo stress e favorire una guarigione più rapida.

  12. Igiene oculare adeguata: Seguire le istruzioni del medico riguardo all’igiene oculare è importante per prevenire infezioni e promuovere una guarigione senza complicazioni. Lavare le mani prima di toccare gli occhi, evitare di strofinare o graffiare gli occhi e seguire le indicazioni specifiche per la pulizia degli occhi e l’applicazione di farmaci o colliri.

  13. Evitare fumo e alcol: Il fumo di sigaretta e il consumo eccessivo di alcol possono interferire con la guarigione dopo un intervento di cataratta. Il fumo può aumentare l’infiammazione nel corpo, mentre l’alcol può avere effetti negativi sulla guarigione dei tessuti. Evitare il fumo e limitare il consumo di alcol può favorire una guarigione ottimale.

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Tutte le malattie oculari richiedono una diagnosi medica e una cura farmacologica. Esistono alcuni rimedi naturali, ma il tutto va sempre valutato dal medico specialista in oculistica. Il rischio è che si abbiano danni irreparabili alla vista se la patologia non è curata a dovere. Evitare l’auto-somministrazione di qualsiasi terapia senza consulto specialistico oculistico.

Questo articolo fa seguito al precedente di inquadramento delle cause dell’occhio secco che trovate in questa pagina cliccando QUI. Consigliamo di leggerlo prima di questo.

Inoltre fa parte degli articoli inerenti la cataratta e l’intervento, che trovate QUI.   

 

Per un quadro più generale vi invitiamo a leggere tutti gli articoli sull’occhio secco, come trovate qui.

Riferimenti bibliografici a fondo pagina

 

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Riferimenti bibliografici

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https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7549290/Copyrught The Author (s) 2020 Questo articolo è distribuito secondo i termini della licenza Creative Commons Attribution 4.0 ( https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ ) che consente qualsiasi utilizzo, riproduzione e distribuzione dell’opera senza ulteriore autorizzazione a condizione che l’opera originale sia attribuita come specificato nelle pagine SAGE e Open Access ( https://us.sagepub.com/en-us/nam/open-access-at-sage ).

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