Occhio secco e vitamina D

L’occhio secco, una malattia multifattoriale descritta a fondo QUI, risponde, oltre che alle terapie locali con colliri a base di cortisonici, antinfiammatori, autosiero, ciclosporina e lacrime artificiali, anche all’alimentazione; in altri articoli, abbiamo già affrontato più volte questi temi. Dopo aver parlato della Vitamina B e degli effetti sull’occhio secco specialmente sul dolore neuropatico, vediamo oggi qualche studio in letteratura riguardo vitamina D e occhio secco. In altra pagina abbiamo visto l’associazione tra occhio secco e osteoporosi (clicca qui per leggere l’articolo).

Occhio secco e Vitamine

Come più volte affermato e dimostrato, le vitamine, insieme ad altri nutrienti, sono efficaci protettori degli occhi. L’occhio secco in particolare risponde all’alimentazione corretta, alla integrazione di alimenti naturali e di vitamine. La base per una condizione generale di salute di tutto l’organismo sembra essere sempre l’alimentazione, anche tramite l’influenza che essa ha sul microbiota intestinale, come abbiamo discusso qui. DI Vitamina D e occhi in generale abbiamo già parlato in altra pagina (qui).

Vitamina D

La vitamina D, liposolubile, viene sintetizzata per lo più dal nostro organismo  attraverso l’assorbimento dei raggi solari durante l’esposizione della pelle. La vitamina D ottenuta dall’esposizione solare o attraverso la dieta è presente in una forma biologicamente non attiva e deve subire trasformazioni per essere trasformata nella forma biologicamente attiva, il calcitrioloE’ un fondamentale regolatore del metabolismo del calcio e modula la calcificazione delle ossa. Ci sono due forme di vitamina D principalmente: l’ergocalciferolo (D2) di provenienza vegetale, e il colecalciferolo (D3), sintetizzato dagli animali. Essa ha numerosissimi effetti sull’organismo: ne citeremo soltanto alcuni per forza di cose, non essendo argomento di questo articolo. La carenza di Vitamina D, come è noto, può portare a osteoporosi (qui parliamo di occhio secco e legame con l’osteoporosi), e, forse meno noto, pare associata anche alla depressione (se come causa o conseguenza non è noto) (1). Le meta-analisi, invece, di studi randomizzati hanno dimostrato che i marker di rischio di malattie cardiovascolari, come parametri lipidici, marker di infiammazione, pressione sanguigna e rigidità arteriosa, non sono in gran parte influenzati dalla supplementazione di vitamina D (2).

Vitamina D e infezioni

Nel complesso,  i dati suggeriscono che i livelli della vitamina D sono correlati alla sensibilità alle infezioni e alle malattie autoimmuni, mentre il rischio di malattie atopiche è meno evidente (3). Un legame tra il sistema endocrino della vitamina D e il sistema immunitario è altamente plausibile; i dati accumulati fino ad oggi indicano che un basso stato di vitamina D aumenta il rischio di infezioni delle vie respiratorie superiori e che la carenza di vitamina D durante i primi anni di vita predispone il sistema immunitario a un rischio successivo più elevato di malattie autoimmuni o allergie. (3). I metaboliti della vitamina D sono più di 50 e i dati sono tantissimi! (3). E’ in corso quindi un dibattito sul fatto che la vitamina D debba essere trattata solo come integratore, come profilassi o come terapia di numerose malattie, cancro compreso. (4)

Vitamina D e occhi

Poiché esistono vari studi che associano occhio secco e carenza di vitamina D, ultimamente questo aspetto è in via di profonda valutazione (7). Un recente studio (5) sull’occhio secco e la vitamina D ha correlato l’associazione tra livelli sierici di Vitamina D e i sintomi di occhio secco. I partecipanti sono stati sottoposti a integrazione di vitamina D per 2 mesi e valutati con i test lacrimali (shirmer, but, altezza menisco, fluorescina, staining corneale, eccetera) e l’ocular surface index. Sono stati, inoltre, raccolti campioni di sangue per l’analisi sierica della vitamina D e per i livelli di interleuchina-6 (IL-6). Questa interleukina è un marker infiammatorio, come ben descritto nella videopresentazione su disbiosi e malattie oculari in cui si parla anche delle interleukine infiammatorie. Le conclusioni di questo studio sono state che bassi livelli di vitamina D (<50 nmol / l) sono stati associati ai sintomi dell’occhio secco negli individui più anziani ma non in quelli con diagnosi di occhio secco. L’integratore di vitamina D ha aumentato i livelli di vitamina D e migliorato i sintomi dell’occhio secco, la qualità delle lacrime e le condizioni della superficie oculare.

Vitamina D e lacrime artificiali

Un altro studio del 2019 (6) ha dimostrato che l’effetto di  lacrime artificiali topiche dipendeva dai livelli sierici di 25HD (idrossivitamina D). L’integrazione di colecalciferolo ha migliorato l’efficacia del trattamento topico e, quindi, potrebbe essere un’utile terapia adiuvante per i pazienti con sindrome da occhio secco refrattaria ai lubrificanti topici somministrati isolatamente.

Ciclosporina occhio secco e vitamina D

Tra i trattamenti dell’occhio secco ricordiamo l’autosiero (clicca QUI) la ciclosporina in collirio ( descritta in questo articolo, QUI). Ricordiamo soltanto che la ciclosporina-A (CsA) 0,05% è un composto immunomodulatore topico con proprietà antinfiammatorie benefiche nel trattamento dell’occhio secco a causa dei suoi effetti sull’infiammazione subcongiuntivale e delle ghiandole lacrimali, con conseguente aumento della produzione lacrimale e congiuntivale densità delle cellule caliciformi.

Uno studio del 2020 ha valutato l’associazione tra ciclosporina 0,05% somministrata in collirio insieme a lacrime artificiali unitamente alla integrazione di vitamina D, 2000 UI di vitamina D attraverso spray orale una volta al giorno per 3 mesi. Il risultato di questo studio è che l’associazione tra colliri e integrazione di vitamina D ha migliorato notevolmente il quadro clinico e la sintomatologia rispetto alla somministrazione di colliri soltanto. Gli autori quindi suggeriscono di integrare, tramite spray, la vitamina D in pazienti con occhio secco carenti di vitamina D. Del resto, un altro studio del 2020 (8) pare aver trovato una correlazione tra la deficienza di livello sierico di 25(OH)D3 e gravità dei sintomi dell’occhio secco in pazienti con s. di Sjogren.

occhio secco, radioiodio e vitamina D


In ultimo segnaliamo  questo studio (9), dove si è dimostrato che dopo la terapia con radioiodio, la somministrazione di Vitamina D ha ridotto notevolmente i danni infiammatori, dimostrando proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti e radioprotettive importanti, su valutazioni istopatologiche, citochiniche tissutali sui livelli di antiossidanti. Per cui chi si deve sottoporre a queste terapie dovrebbe pensare di integrare questa vitamina.

Alimentazione e salute degli occhi

Benché tutto questo dimostri effetti importanti della Vitamina D sull’occhio secco, non bisogna infine dimenticare l’effetto protettivo della dieta, come discusso ampiamente in questo articolo.  L’alimentazione sana e bilanciata è fondamentale, anche al fine di evitare di infiammare l’intestino, per non creare squilibri immunitari originati dal microbiota intestinale (QUI).

Occhio secco e integrazione vitamina D

Dai numerosi studi presenti in letteratura, ne abbiamo qui riportati alcuni, è evidente come la Vitamina D sia importante anche per gli occhi. Con l’oculista e il medico di base può esserne utile valutare l’integrazione, almeno periodica, per evitare fenomeni di tossicità da dosi elevate, come nausea, diarrea, calcificazione dei tessuti molli (sopra i 100ng/ml, e in letteratura descritti per dosi superiori a 40.000 unità giornaliere).
Non dimentichiamo anche le altre vitamine ovviamente, come scritto in altre pagine di questo sito, per questo insistiamo sempre sulla corretta e bilanciata alimentazione, ricca anche di antiossidanti naturali.

Principali fonti di vitamina D per occhio secco

Come sempre ricordiamo che non è compito dell’oculista fare il nutrizionista o dietologo; lasciamo a ognuno il suo. Possiamo certo dare qualche consiglio di massima, che, specialmente nei casi di gravità moderata/grave, non sostituisce un consulto di un professionista esperto in materia. In linea di massima ricordiamo qui che la vitamina D è presente in alimenti di origine animale, come trota e salmone, sgombro, pesce spada, aringhe, tonno, tuorlo d’uovo, latte. Tra i vegetali ricordiamo i funghi. L’olio di fegato di merluzzo, infine, è una fonte storica di Vitamina D, insieme a vitamina A, ma non ha proprio un buon sapore.
Consoliamoci, però, che anche il cacao e il cioccolato (specialmente fondente) sono ottime fonti di vitamina D. Considerando che il cacao contiene anche il Resveratrolo, di cui abbiamo parlato, potremmo concludere che un bel cioccolatino ogni tanto fa bene non solo all’umore (ma occhio alle blefariti da cioccolato!).

 Vitamina D quanta ne serve e in che alimenti si trova. Tabella vitamina D

E’ importante sfruttare tutte le fondi di vitamina D. La luce solare contribuisce circa all’80% del fabbisogno, il resto viene assunto con la dieta. Se la disponibilità comunque è insufficiente, sono utili gli integratori.

Alimento Quantità cibo grammi Quantità vitamina D microgr
salmone e trota salmonata 100 11/16
pesce spada 100 14
sgombro 100 13,8
aringa sardine 100 4,5
uova 2 uova 2
tonno 100 1,7
latte 100 1,3
funghi 100 0,4
cioccolato fondente 100 2-5,5

 

 

Riferimenti bibliografici

(1) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31826364/

(2) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31519560/

(3) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6626501/

(4) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6337085/

(5) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28919183/

(6) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30531497/

(7) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7508137/

(8) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31868853/

(9) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30003810/ 

(10)  https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35188874/

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