Luce blu, telefonini, display, PC, led e occhi

La luce  blu è una particolare lunghezza d’onda dello spettro luminoso compresa tra 415 nm e 455 nm. L’esposizione a questa radiazione avviene all’aperto ma anche durante l’applicazione ai display nelle attività lavorative e non. Pare che questa radiazione sia dannosa per gli occhi, anche se non tutti gli studi vanno in questa direzione, sottolineandone alcuni effetti benefici. In sostanza, questa luce blu ad alta energia passa attraverso la cornea e il cristallino giungendo fino alla retina e potendo influenzare potenzialmente malattie come secchezza ocularecatarattadegenerazione maculare legata all’età. Inoltre è noto abbia effetti anche sul cervello, inibendo la secrezione di melatonina e aumentando la produzione di ormone surrenalico, alterando di conseguenza l’equilibrio ormonale e influenzando direttamente la qualità del sonno.  I computer sono oramai onnipresenti, insieme ai telefonini e tablet, sia al lavoro che a casa. Secondo alcune stime, l’uso intensivo di questi porta certamente a disturbi quali secchezza oculare, affaticamento, bruciore quasi al 90% degli utilizzatori. L’inquinamento luminoso, ambientale e  interno, è spesso non adeguatamente conosciuto. Di inquinamento esterno e interno abbiamo parlato in questo articolo (link) mentre di come ridurre i disturbi da inquinamento interno abbiamo scritto qui (link). Vediamo dunque gli effetti della esposizione a questa particolare lunghezza d’onda sugli occhi. Inizieremo parlando delle strutture oculari anatomiche, per poi arrivare ai difetti rifrattivi e al ritmo sonno-veglia.

Luce blu e cornea

La cornea è la struttura anteriore degli occhi, ed è trasparente per permettere il passaggio della luce alle strutture posteriori. Dopo esposizione a luce blu è dimostrato l’aumento delle ROS, le specie reattive all’ossigeno e l’aumento di IL-1, pro-infiammatoria. Ne conseguono danni ossidativi e apoptosi, migliorati dall’applicazione di antiossidanti.

Luce blu e cristallino

Il cristallino, la lente interna dell’occhio, è la struttura che quando si opacizza da’ luogo alla cataratta (link). Durante la vita, purtroppo, frequentemente il cristallino tende a ingiallirsi e opacizzarsi, per cui aumenta l’assorbimento delle radiazioni blu, ma con lo sgradevole effetto collaterale di perdere di trasparenza. Anche in questo caso  stress ossidativo e la formazione di ROS paiono essere il meccanismo patogenetico di tali modificazioni. Del resto è dimostrato che l’esposizione intensa e continua alla luce solare può indurre cataratta (link alle cause di cataratta qui).

Luce blu e retina

La retina, la propaggine del sistema nervoso sensibile alla luce, è l’area nobile dell’occhio. I danni alla retina da luce blu sono di natura fotochimica, ma ancora non  c’è uniformità di vedute sulla loro reale importanza per la progressione di malattie retiniche.  Alcuni studi dimostrano come ci siano modificazioni strutturali a carico della microglia e di alcuni segmenti retinici dopo esposizione intensa alla luce blu, insieme a morte cellulare e rilascio di fattori proinfiammatori (TNF  e IL-1). Tutto questo avviene probabilmente con meccanismo indiretto ma scatenato da luce blu. Non può mancare all’appello dei meccanismi di danno anche un aumento dello stress ossidativo locale con lesione dei mitocondri. Le lenti con filtro, come vedremo in seguito, potrebbero avere effetto protettivo, così come l’alimentazione, come trovate in ogni pagina di questo sito.

Luce blu e espressione genica (trascrittoma)

Qualche studio evidenzia che l’esposizione alla luce blu modifica l’espressione genica e modula le vie di segnalazione nell’occhio. Di metabolomica, parliamo in altre sezioni (link).

Luce blu vigilanza / visione dinamica

La visione dinamica è la visione che si mette in atto durante attività in movimento (es. la caccia, la guida, lo sport). La luce blu, è dimostrato, migliora la vigilanza e stimola l’attenzione specialmente durante l’applicazione in compiti difficili. E’ quindi essenziale una certa esposizione per “restare svegli e attivi”.

Luce blu e refrazione
Miopia e applicazione ravvicinata

I rapporti tra luce blu e refrazione (i difetti refrattivi sono miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, link qui) sono controversi. L’esposizione solare è stata definita come fattore protettore nei confronti della miopia (ne parliamo in questa pagina, link), mentre il lavoro  applicativo a display, schermi, PC, tablet, telefonini invece fattore stimolante la miopia. La luce naturale però è più ricca di radiazione blu di quella artificiale, dato in apparente contrasto con il pensiero comune: siamo invece immersi costantemente anche in luce blu all’esterno. Inoltre pare che la luce blu sia essenziale per ridurre l’astigmatismo durante lo sviluppo e sia ipermetropizzante. Qualche studio evidenzia comunque che lavorare su PC, leggere, scrivere e lavorare ai monitor predisponga alla miopia. La luce bianca invece, che ha come componente la luce blu, riduce la crescita degli occhi ad alcune frequenze, e permette di ignorare lo stimolo all’allungamento dell’occhio della luce gialla (senza blu). I pulcini esposti a luce bianca e rossa hanno aumento della lunghezza assiale maggiore di pulcini esposti a luce blu, come riportato da un recente studio. Questo dimostra come l’accrescimento oculare dipende da molti fattori, non ultimo il defocus periferico. Tutti i fattori di rischio della miopia sono descritti in questa pagina. 

Luce blu e sonno
Ritmo sonno – veglia e esposizione a display

Di quanto il sonno sia importante per alcune patologie, come l’occhio secco, abbiamo parlato in altra pagina (link). La luce blu è un regolatore dell’orologio biologico, attraverso la sintesi di melatonina. Essa influenza la l’orologio biologico nei nuclei sovra-chiasmatici, ed è, appunto, l’agente più importante di regolazione del ritmo circadiano, fondamento del funzionamento ottimale degli organismi biologici. Il disallineamento di questo ritmo porta a malattie croniche, psichiche e neurodegenerative. Pare che dopo l’intervento di cataratta migliori la qualità del sonno, grazie dell’aumento di luce blu che arriva sulla retina. Tuttavia l’esposizione a luce blu, specialmente di notte, è inibente sulla secrezione di melatonina, mentre aumenta quella di corticosteroidi, influenzando negativamente il sonno. Il tutto, come visto, riduce l’eccitabilità del parasimpatico e la secrezione lacrimale, con secchezza oculare conseguente. Quindi mai usare i cellulari e i tablet la notte prima di dormire, o, al massimo, usare occhiali filtranti.

Luci e LED e occhi

Da vari studi in merito a esposizione luci led e salute retinica non si evidenziano motivi che devono indurre a  preoccupazioni per la salute degli occhi. Forse però questo discorso è da approfondire per i bambini, poiché la trasmissione di questa radiazione alla retina è maggiore che per gli adulti.

Luce blu amica e nemica
Come difendersi dalla luce blu 

La luce blu  non deve esser vista solo negativamente. L’esposizione di giorno alla luce blu è fondamentale per il ritmo sonno veglia, come abbiamo visto. Pare inoltre avere influenze anche benefiche sullo sviluppo oculare, e di questo abbiamo parlato poco sopra. I display inoltre hanno emissioni molto basse, non dannose  a quanto noto, almeno per il breve termine. Di notte invece è essenziale ridurre l’esposizione alla luce blu e usare occhiali filtranti. 

Lenti con filtro blu per occhiali  

Esistono in commercio lenti che filtrano e attenuano le lunghezze corte (dal 10% al 100%). Qualche studio evidenzia in effetti che con l’uso di lenti filtranti il blu ci siano miglioramenti nella astenopia, affaticamento oculare e qualità del sonno, ma non tutti gli autori hanno trovato risultati analoghi. Inoltre pare certo che essi non influenzino negativamente la percezione dei colori,  così come paiono non influenzare la qualità del sonno per alcuni autori. Quest’ultimo dato però non  è confermato da altri autori, che in qualche esperimento hanno effettivamente evidenziato un miglioramento della qualità del sonno. Come dicevamo le emissioni delle sorgenti blu sono molto basse rispetto a una qualsiasi giornata nuvolosa anche invernale. Di conseguenza non è valutabile l’effetto appieno di queste lenti usate per applicazione a monitor, display, PC, telefoni sulla salute maculare.
In sintesi non ci sono prove definitive dell’efficacia dell’uso delle lenti blu sulla salute oculare, mentre ci sono prove della assenza di effetti collaterali legate al loro uso. Ci sono comunque studi che dimostrano che i danni ai fotorecettori dopo esposizione a luce blu sono ridotti con l’uso di occhiali filtranti al 94%.

Lenti con filtro blu per occhiali  per intervento di cataratta

Gli antiossidanti sappiamo che prevengono i danni retinici, ma l’assunzione nella popolazione è mediamente piuttosto bassa. Questo dunque può portare ad aumento di danni da stress ossidativo. Sono disponibili in commercio delle lenti con filtro blu da impiantare in sede di intervento di cataratta, che potrebbero migliorare le prestazioni visive in condizioni di abbagliamento e ridurre il disagio conseguente all’intervento. Questo effetto può anche essere procurato con uso di occhiali con filtro blu da indossare dopo intervento di cataratta. Non è chiaro però l’effetto sulla salute maculare nella prevenzione della degenerazione maculare, AMD.

Probiotici alimentazione e luce blu

I probiotici inoltre potrebbero essere una arma in più per migliorare i disturbi agli occhi in chi si applica molte ore in ufficio al computer. Ne abbiamo già parlato in altro articolo (“probiotici, luce blu, telefonini e occhi). Le evidenze scientifiche vanno sempre più, dunque, nella direzione di dimostrare che la cura della alimentazione porti a grandi benefici. Ne consegue che una  dieta ricca di antiiossidanti naturali, eventualmente associata a una specifica integrazione, potrebbe essere benefica anche per ridurre i potenziali danni da luce blu. I meccanismi di danno infatti sarebbero gli stessi di altre malattie (ROS; ossidazione, attivazione di vie infiammatori). I probiotici migliorano i disturbi della applicazione prolungata al PC, telefoni e tablet, come scritto qui, per cui viene da pensare che anche l’assunzione di alimenti sani, antiinfiammatori, antiossidanti con frequenza elevata possa essere la base del miglioramento sintomatologico. Inutile qui ripetere come i prebiotici (come gli omega -3) migliorino l’occhio secco e come siano dimostrati effetti positivi di probiotici e alimenti naturali come il miele, la propoli, l’olio di oliva e altri su tanti quadri oculari (qui). Invitiamo a scorrere il menù della alimentazione (in alto, o cliccare qui) per approfondire qualche tema, che potrebbe essere utile per un corretto inquadramento anche dei disturbi oculari.

 

 

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