Allergie agli occhi e alimenti- sintomi e cure

Chi ha avuto modo di navigare all’interno del nostro sito, avrà visto quanto noi abbiamo a cuore il tema della prevenzione tramite sana e corretta alimentazione. Questo prevede anche di conoscere alcuni cibi che possono, se assunti, disturbare il nostro equilibrio, specialmente in talune condizioni di sensibilità individuale. Abbiamo parlato a lungo, in altri articoli, delle allergie oculari (QUI), e dei loro fastidio si sintomi, di come identificarle e come trattarle anche con rimedi naturali. In questa pagina invece ci concentriamo sui cibi che provocano disturbi come prurito e occhi gonfi, contenuti negli alimenti.

Congiuntiviti alimentari

Le congiuntiviti “alimentari”, termine con cui ci permettiamo di semplificare le reazioni infiammatorie oculari dovute all’assunzione di cibi, sono piuttosto frequenti e spesso trascurate. Allergie e  intolleranze sono trattate   in questa pagina dove forniamo numerose indicazioni in merito. Sono infatti molte le notizie da riportare, e abbiamo deciso di non raggruppare  in un unico articolo, al fine di rendere meno impegnativa la lettura.
Più sotto, dunque, trovate l’elenco di alimenti che possono aumentare il livello infiammatorio dell’organismo, anche oculare. Infatti è bene sapere che quando l’organismo è tendenzialmente infiammato, tutti gli organi tendono a soffrire, e a reagire in maniera eccessiva a stimoli anche di poco conto.

Prima di leggere questo articolo consigliamo la lettura della pagina relativa all’inquadramento generale delle allergie oculari, che trovate in questo link. La dieta a basso contenuto e priva di istamina è stata rielaborata in un nuovo articolo del quale consigliamo la lettura, a questo link.

Istamina, la molecola della allergia anche per gli occhi

Per prima cosa è bene focalizzarci sull’istamina, una molecola organica, cioè a base di carbonio, che entra prepotentemente nei processi infiammatori dei viventi. Avrete sicuramente sentito parlare, e magari assunto talvolta, degli antistaminici: sono delle molecole che, appunto, bloccano l’azione della Istamina.
Sintetizzando l’istamina provoca:

  • vasocostrizione delle grandi arterie, con effetto ipertensivo
  • vasodilatazione delle arterie più piccole, che, se massivo, può portare a ipotensione
  • aumento permeabilità dei capillari
  • broncospasmo.

L’istamina si trova in granulociti eosinofili, piastrine, entrambi circolanti, e mastociti, che sono cellule che risiedono nel connettivo. Questi mastociti hanno i recettori per le IgE, immunoglobuline rilasciate nelle reazioni allergiche. Il legame IgE-mastocita interagisce con l’allergene che ha scatenato la reazione. Come risultato finale, dunque, il mastocita rilascia varie sostanze, tra cui l’istamina.
Si pensa generalmente che i cibi non possano essere fastidiosi se non si è allergici all’alimento specifico. Questo non corrisponde al vero. Infatti le reazioni simil allergiche con disturbi agli occhi si scatenano anche, ad esempio, con cibi che aumentano l’assorbimento di istamina o che la contengono in eccesso (link qui). La sensibilizzazione al cibo stesso è una fattore da tenere in primaria considerazione, ma allergici e non allergici dovrebbero  leggere quanto segue e cercare di capire, nel tempo, quali alimenti danno più fastidio, al fine di ridurne l’assunzione.

istamina negli alimenti e occhi
da DOVE ARRIVA L’ISTAMINA?

L’istamina può essere ingerita direttamente con gli alimenti che la contengono (naturalmente o in seguito a loro deperimento), ma può essere anche liberata da alcune reazioni provocate a alimenti che non la contengono.
Ci possono essere anche
difetti nella elaborazione e smaltimento dell’istamina, ad esempio in condizioni di disbiosi intestinale (link), cioè di alterazione della flora batterica intestinale o per difetti enzimatici.  Sintetizzando l’istamina può essere

  • contenuta negli alimenti,
  • liberata da alimenti istamino liberatori,
  • aumentata per difetto enzimatico o per farmaci che ne aumentano la liberazione,
  • prodotta in eccesso da batteri del microbiota in condizioni di disbiosi,
  • liberata per allergie all’alimento stesso,
  • e, infine, contenuta negli alimenti deperiti parzialmente (come le carni, che si arricchiscono di putrescina e cadaverina, amine biogene).

Alimenti da evitare per congiuntiviti, calazi e blefariti

I soggetti affetti da congiuntiviti allergiche o altre condizioni infiammatorie ricorrenti, come calazi, orzaioli, blefariti, dermatiti, devono evitare gli alimenti ricchi di istamina (dieta povera di istamina, almeno nelle fasi acute). E’ ovvio che c’è una grande variabilità tra individuo e individuo. Ci sono inoltre allergie crociate fra alimenti e inalanti  (es chi è allergico alle graminacee potrebbe non tollerare la pesce a la mandorla), come descritto in questa pagina. Di seguito comunque riportiamo i cibi da ridurre o evitare se si è allergici.

alimenti ricchi di istamina fastidiosi per gli occhi

I principali alimenti ricchi di istamina, e quindi non indicati negli allergici specialmente durante le fasi acute, sono: formaggi fermentati, salame, carni in scatola, insaccati, patè, tonno, sardine, acciughe, sgombro, salmone affumicato, crostacei, spinaci, crauti, pomodoro, fegato di maiale, vino, birra, superalcolici.

Alimenti istamino-liberatori che provocano congiuntiviti

Alcuni alimenti non contengono istamina, ma ne facilitano la liberazione. Anche questi cibi sono da ridurre ed evitare nei momenti di maggior fastidio. I principali sono: albume, cioccolato, fragole, agrumi, melone, banana, frutta esotica, noci, arachidi, mandorle, pomodoro,  crostacei e molluschi, carne suina.

Fattori che aumentano l’assorbimento di Istamina  

I disturbi negli allergici, anche per gli occhi, possono derivare dalla assunzione di sostanze che aumentano l’assorbimento di istamina. Tra queste ricordiamo: l’aspirina e similari, (dieta ricca di) amidi come fagioli, piselli, castagne ecc., i nitriti presenti nei cibi conservati ed insaccati, come wrustel e dadi  per brodo, e gli alimenti irritanti come spezie, caffè, alcool, caffeina-Coca Cola.

Altri componenti naturali potenziali fonti di allergie oculari

Altre sostanze naturali che  possono provocare allergie sono xantine e metilxantine (contenute ad es. in caffè,  tè, cioccolato, cola e numerose altre bibite analcoliche) e amine biogene quali  dopamina, tiramina e serotonina (contenute ad es. in formaggi, vino, banane, ananas).

Microbiota e allergie occhi

Ci piace qui ricordare l’importanza della immuno-regolazione del microbiota intestinale anche per ridurre i disturbi delle malattie oculari. La dieta scorretta e l’ingestione di cibi pro-infiammatori, provocano anche disbiosi intestinale, con conseguente peggioramento della sintomatologia infiammatoria dei vari organi, occhi compresi. A conferma è stato anche recentemente dimostrato che elevati livelli di Klebsiella aerogenes, un batterio intestinale, sono associati a livelli altri di istamina, prodotta da un aminoacido (istidina), e che in questa situazione aumenta il dolore in alcune patologie intestinali (1).  Per chi fosse interessato al tema microbiota e occhi, nel sito è approfondito in queste pagine, alle quali rimandiamo. Recentemente abbiamo anche scritto un piccolo libricino sul tema, dedicato ai medici oculisti (link).

 Dieta povera di istamina

Che fare quindi per ridurre l’istamina circolante? innanzitutto bisogna conoscere il nemico, e limitarne l’assunzione. E’ necessaria quindi una dieta povera di istamina, almeno nelle fasi acute. Gli alimenti da evitare per le allergie oculari sono descritte in questa pagina a cui rimandiamo: la dieta a basso contenuto (e priva) di istamina è stata riscritta a questo link, al quale rimandiamo per approfondimenti e chiarimenti (clicca qui). Inoltre si deve correggere il microbiota intestinale e, eventualmente, ricorrere a farmaci che riducono l’azione dell’istamina.

L’oculista dunque si avvale eventualmente  del supporto di altre figure professionali come l’allergologo e il gastroenterologo,  quest’ultimo necessario per l’analisi del microbiota tramite test di screening intestinale e Breath test; fondamentale, quindi, è la parte gastroenterologica oltre che immunologica e allergologica. Si tratta di un percorso lungo e a volte complesso, che però dovrebbe portare frutti nel tempo e stabilità del quadro infiammatorio. Utile spesso risulta anche il dosaggio dell’istamina fecale, test  a cui noi ricorriamo spesso.

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Riferimenti

(1) https://microbioma.it/gastroenterologia/batteri-intestinali-produttori-di-istamina-peggiorano-il-dolore-cronico/

 

 

 

 

 

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